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Fahrenheit 451 (Italian Edition)
Bradbury, Ray
Citation (APA): Bradbury, R. (2015). Fahrenheit 451 (Italian Edition) [Kindle Android version]. Retrieved from Amazon.com

Introduzione. di Neil Gaiman
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Ci sono tre costruzioni che innescano il meccanismo della scrittura al futuro (potete chiamarla fantascienza, speculative fiction o come altro volete). Sono tre ipotetiche elementari: “E se…?” “Se solo…” “Se continua così…”
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“Se continua così”
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prende un aspetto della vita di oggi, qualcosa che sia chiaro e noto a tutti e in genere un po’ preoccupante, e prova a chiedersi cosa succederebbe se quel dato fenomeno, e soltanto quello, diventasse il più importante e pervasivo della nostra civiltà,
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(“ Se continua così, la comunicazione globale avverrà soltanto attraverso messaggi di testo e via computer, mentre la conversazione faccia a faccia tra due persone, senza la mediazione della macchina, sarà fuorilegge.”)
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Se perdiamo i racconti a cui ci siamo affidati, perdiamo la storia condivisa, che è gran parte di quello che ci rende umani.
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la narrativa è una bugia che parla di cose vere,
FAHRENHEIT 451
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Se vi danno un foglio con le righe già tracciate, scrivete dall’altra parte. JUAN RAMÓN JIMÉNEZ
PARTE PRIMA. Il focolare e la salamandra
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Molto raro che la faccia di qualcuno prendesse da te e restituisse la tua espressione, fino ai pensieri più intimi e incerti.
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Solo un’ora, ma il mondo si era dissolto ed era rifiorito in una nuova forma, incolore.
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Montag sentì il corpo dividersi in una metà fredda e una calda, una parte morbida e una dura, una tremante e una che non tremava, e le due parti stridevano l’una sull’altra come in una macina.
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lucore
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«Ma quello che mi piace di più» continuò la ragazza «è guardare la gente. A volte prendo la metro tutto il giorno per osservare e ascoltare i passeggeri. Cerco di immaginare chi sono, cosa vogliono, dove vanno.
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Ma stasera c’era qualcosa di diverso. Quella donna rovinava il rito e gli uomini, ridendo e scherzando per coprire il suo terribile silenzio accusatore, facevano troppo rumore. Un atteggiamento che tramutava le stanze silenziose in proteste gridate a pieni polmoni e alzava una polvere colpevole, sottile, che gli uomini erano costretti a respirare. Non era né ammissibile né giusto, e Montag sentì un’immensa irritazione. Quella donna non poteva permettersi di denigrarli in quel modo!
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Conosce tutte le risposte, lui. Ha ragione, la felicità è importante, il divertimento è tutto, eppure io continuo a dirmi che non sono felice, non sono felice.»
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«Io sì.» Mildred fece un sorriso raggiante. «E ne sono orgogliosa.»
PARTE SECONDA. La sabbia e il setaccio
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Perché dovrei leggere? Perché?» «Perché, dici» ribatté Montag. «Qualche notte fa ho visto il peggior serpente del mondo. Era morto ma vivo, vedeva e non vedeva. Vuoi vederlo anche tu? È al pronto soccorso, dove hanno riempito un rapporto su tutte le schifezze che il serpente ti ha tirato fuori dal corpo. Vuoi andare a leggere il rapporto?
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«Io non parlo di cose, signore» aveva detto Faber. «Io parlo del significato delle cose. Siedo qui e so di essere vivo.»
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La metropolitana correva, mattonelle color crema, buio, mattonelle, buio, numeri e oscurità, ancora oscurità, una lunga addizione che si risolve da sola.
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«Non lo so. Abbiamo tutto quello che può farci felici ma non siamo felici. Ci manca qualcosa. Mi sono guardato intorno e la sola cosa che manca per certo sono i libri che ho bruciato in questi dieci anni. Così ho pensato che avrei potuto cominciare con loro.» «Lei è un inguaribile romantico» disse Faber. «Se non fosse una faccenda così grave, sarebbe comica.
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Non sono i libri quello di cui ha bisogno, ma delle cose che una volta erano nei libri. Le stesse che oggi potremmo trovare nelle “famiglie” dei nostri soggiorni. I particolari scrupolosi, la coscienza, potrebbero essere travasati nei programmi radio e televisivi ma non è così.
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«Numero uno: sa perché un libro come questo è così importante? Perché è un prodotto di qualità. Cosa vuol dire qualità? Per me vuol dire spessore. Questo libro ha dei pori, ha i suoi lineamenti. Può sostenere l’indagine di un microscopio: troverebbe la vita, sotto il vetrino, e in gran profusione. Più i pori sono numerosi, più consistente è la quantità di particolari vitali che possiamo affidare a un centimetro di carta, più letterario sarà il risultato. È la mia definizione, in ogni caso. Particolari vitali. Particolari inediti. I grandi scrittori sfiorano la vita molto spesso, i mediocri si limitano a passarci sopra una mano veloce. I cattivi la stuprano e la lasciano alle mosche.
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«Quindi, ora vede perché i libri sono odiati e temuti? Perché mostrano i pori sulla faccia della vita. La gente adattata vuole facce simili a lune di cera, senza pori e senza peli, dunque senza espressione.
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la seconda?» «Il tempo libero.»
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La televisione è “reale”, immediata, ha dimensioni. Ti dice cosa pensare, anzi te lo grida: deve essere giusto, sembra essere giusto. E ti precipita alle sue conclusioni così in fretta che la mente non ha il tempo di rispondere: “Quante sciocchezze!”.»
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«Mia moglie dice che i libri non sono reali.» «E grazie al cielo. Puoi sempre chiuderli e dire: “Aspetta un momento”. Sei Dio, a confronto di un libro. Ma chi si è mai strappato dalla morsa che lo stringe appena mette piede in un soggiorno TV? Ti modella in ogni forma che vuole, è un ambiente reale come il mondo, diventa ed è la verità.
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La terza è il diritto di compiere azioni basate su quello che impariamo dall’interazione fra le prime due.
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Le cose che cerca, Montag, sono nel mondo, ma il solo modo in cui l’uomo medio può conoscerle è leggendo un libro.
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Non chieda garanzie e non si aspetti di essere salvato grazie a una sola persona, macchina o biblioteca. Preservi quello che può, e se si sentirà affogare, almeno muoia sapendo che stava nuotando verso riva.»
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«Non penso a niente. Sto facendo soltanto quello che mi dicono, come sempre. Mi aveva detto di prendere i soldi e li ho presi. Non ci avevo pensato da solo. Quando comincerò a capire le cose per mio conto?» «Ha già cominciato, dicendo quello che ha appena detto. Dovrà aver fiducia in me.» «Ho sempre avuto fiducia negli altri.» «Certo, e guardi dove siamo arrivati. Per un po’ di tempo dovrà orientarsi a tentoni e usare il mio braccio come appoggio.» «Non voglio cambiare parte solo perché altri mi dicano cosa fare. Non ci sarebbe ragione di fare questa scelta.» «Lei è già maturo.»
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Su una delle pareti una donna sorrideva e beveva contemporaneamente un succo d’arancia. Come farà, pensò Montag in preda all’assurdo. Sulle altre pareti, una ripresa ai raggi X mostrava il periglioso viaggio della bevanda fresca nello stomaco della donna felice. Poi, senza preavviso, la stanza decollò come un razzo tra le nuvole e si tuffò in un mare verde lime dove pesci azzurri divoravano pesci rossi e gialli. Un minuto dopo, tre repliche animate del Clown Bianco cominciarono a strapparsi vicendevolmente gambe e braccia, con l’accompagnamento di immensi e ripetuti scrosci di risate. Ancora due minuti e l’ambiente sfrecciò oltre i confini della città su macchine a reazione che giravano a velocità pazzesca intorno a una pista e si scontravano ripetutamente, arretrando un poco per tornare a scontrarsi. Montag vide un certo numero di corpi volare nell’aria.
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«Alle ultime elezioni ho votato come tutti e ho dato il mio contributo al presidente Noble. Credo che sia uno degli uomini più attraenti mai assurti alla carica.»
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«Ma come gli è venuto in mente, ai Perdenti, di candidare uno come quello? Non si candida un piccoletto contro un uomo alto.
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«Ma le ha sentite, ha sentito quei mostri parlare dei loro mostri? Dio come sputano sulla gente, i loro figli, se stesse e i mariti, ha sentito come parlano della guerra, dannazione, io sono qui e non riesco a crederci.»
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Montag l’ignorante, quello che non sapeva di essere un imbecille ma lo sospettava.
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Montag più Faber, il fuoco più l’acqua,
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Da due ingredienti opposti e separati, il terzo. E allora si sarebbe guardato indietro e avrebbe riconosciuto lo sciocco. Già gli sembrava di essere all’inizio del grande viaggio, di sentire il commiato e il distacco da quello che era stato.
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devo ammettere che la sua rabbia senza controllo mi ha fatto un effetto rinvigorente e mi sono sentito più giovane, ma adesso voglio che sia lei a sentirsi vecchio, voglio che un po’ della mia vigliaccheria le entri in circolo.
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Se si nasconde la propria ignoranza non si viene picchiati e non s’impara niente.
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Chi è il perfetto idiota? Chi è saggio solo un po’.” 6
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Le dita erano come furetti che avevano commesso qualche atrocità e non potevano più star ferme: si agitavano, toccavano qualcosa e andavano a nascondersi nelle tasche per sottrarsi alle occhiate di fuoco di Beatty. Se il capitano avesse anche solo alitato su di esse, Montag sentiva che avrebbe perso le mani, che sarebbero avvizzite ai suoi fianchi, inutilmente posate e impossibili da resuscitare, e che le avrebbe dimenticate nelle maniche per il resto della vita. Perché erano le mani che avevano agito per proprio conto, senza essere parte di lui, quando la coscienza si era fatta viva per dirgli di rubare i libri di Giobbe, Ruth e Willie Shakespeare; e lì in caserma parevano guantate di sangue.
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“O dolce nutrimento di conoscenza trasmessa dolcemente”, come ha sottolineato sir Philip Sidney. 7 Ma d’altra parte, “Son come foglie le parole, e dove ve ne han troppe, di senso è raro che abbondino le coppe”. Alexander Pope. Tu che ne pensi, Montag?» «Non lo so.» «Attento» sussurrò Faber da un mondo lontano. «E di questo? “Un po’ di cultura è perniciosa, bevi fino in fondo alla fonte Pieria o non saggiar l’acqua miracolosa: colà il picciol sorso intossica la mente, che la bevuta lunga schiarisce immantinente.” Pope, stesso componimento. Il che dove ti colloca, Montag?» Lui si morse un labbro. «Te lo dico io» riprese Beatty, sorridendo alle carte. «Ti mette fra gli ubriachi, e ci sei rimasto per un po’. Leggi poche pagine e precipiterai nel vuoto: sei pronto a far saltare il mondo con un bang, a tagliare teste, calpestare donne e bambini, abbattere l’autorità. Lo so perché ci sono passato.»
PARTE TERZA. Divampante fulgore
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Montag non poteva muoversi. Un gran terremoto aveva spianato la casa scatenando l’incendio, Mildred si trovava da qualche parte sotto le macerie, e anche la vita di Montag era seppellita dalle rovine, ecco perché non riusciva a muoversi. Il terremoto era in corso, scuoteva tutto, faceva crollare le cose e metteva i brividi dentro. Montag vacillò sotto un fardello di stanchezza, stupore e offesa che gli piegava le ginocchia, togliendogli la forza di alzare una mano.
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una pioggia di aghi d’argento
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Beatty voleva morire.
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Ma ancora piangeva e doveva sfogarsi. Cominciava a calmarsi, finalmente; lui non aveva voluto uccidere nessuno, neanche Beatty.
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Pensò a Faber, che ormai faceva parte dell’ammasso di catrame fumante senza nome né identità. Aveva bruciato anche lui, un pensiero che lo colpì a tal punto che gli sembrò veramente morto. Era arrostito come l’auricolare verde, uno scarafaggio infilato nella tasca dello scheletro carbonizzato tenuto insieme da tendini di pece. Devi ricordare, Montag: bruciali o bruceranno te. Effettivamente, la cosa si riduce a questo.
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“La guerra è stata dichiarata”.
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«Non so neanch’io com’è successo» disse Montag. «Soltanto l’altra sera era tutto normale e adesso sto annegando. Quante volte si può andare sotto e continuare a vivere? Non riesco a respirare. Beatty è morto e una volta era mio amico, Millie se n’è andata, pensavo che fosse mia moglie ma ora non lo so. La casa è bruciata, non ho più un lavoro e devo nascondermi. Per giunta, venendo qui ho messo nei guai un pompiere nascondendogli un libro in casa. Gesù, quante cose ho fatto in una settimana.» «Hai fatto quello che dovevi. Eri pronto da tempo.»
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«Sì, se c’è qualcosa di cui sono convinto è questa. Doveva succedere, lo sentivo e rimandavo, andavo in giro a fare una cosa e pensavo a un’altra. Ero pronto, e mi meraviglio che non si vedesse, come si vede quando ingrassi. E adesso sto per rovinare la tua vita. Potrebbero arrivare fin qui.»
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Almeno per un po’ non avrò paura, e credo che sia perché sto facendo la cosa giusta, o forse perché l’ho fatta grossa e non voglio sembrarti un vigliacco di nuovo.
Highlight (yellow) - Location 1587
Immagino che dovrò fare altre cose violente, espormi e cercare di non mandare tutto a monte, non tornare a essere un codardo.
Highlight (orange) - Location 1661
nugolo
Highlight (yellow) - Location 1698
Il sole arde ogni giorno e consuma il Tempo. Il mondo gira in cerchio e sul suo asse, mentre il tempo brucia gli anni e noi senza bisogno di aiuto. Perciò, se un Montag avesse continuato a bruciare le cose come facevano i pompieri, mentre il sole bruciava il Tempo, presto sarebbe bruciato tutto!
Highlight (yellow) - Location 1702
Risparmiare voleva dire salvare le cose: nei libri, nelle registrazioni, nelle teste della gente, con qualunque mezzo purché fossero al sicuro e al riparo da tarme, vermi, ruggine, putrefazione e soprattutto dagli uomini con i fiammiferi. Il mondo era già pieno di incendi d’ogni tipo e dimensione. Era ora che riaprissero bottega i tessitori di amianto.
Highlight (pink) - Location 1710
Millie, pensò. Tutta questa campagna, ascoltala. Nulla e poi nulla. C’è tanto silenzio, Millie, che mi chiedo come lo prenderesti tu.
Highlight (yellow) - Location 1785
Granger accese il televisore portatile. L’immagine era un incubo concentrato che passò di mano in mano tra gli spettatori della foresta, un miscuglio di colori turbinanti e in volo.
Highlight (pink) - Location 1791
«Scommetto che la nostra vittima è alla fine di quella via. La telecamera esplora e costruisce la scena: suspense, campo lungo. Proprio adesso c’è un poveretto che è andato a fare una passeggiata. Una rarità, un tipo strambo. Non pensare che la polizia non conosca le abitudini degli eccentrici come quello, gente che la mattina presto esce a piedi per il gusto di farlo o per l’insonnia. Comunque la polizia li tiene d’occhio per mesi, anni. Non si sa mai quando un’informazione del genere può rivelarsi utile. Oggi è utilissima, serve a salvare la faccia: eccolo.»
Highlight (pink) - Location 1817
«Io non appartengo alla vostra specie» disse lui alla fine, lentamente. «Non sono altro che un imbecille.» «Ci siamo abituati. Tutti abbiamo fatto il giusto tipo di sbagli, altrimenti non ci troveremmo qui. Quando eravamo separati, tutto quello che avevamo era la rabbia.
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ricordare quello che abbiamo letto anche una volta sola.
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«E siamo anche bruciatori di libri: li leggiamo e poi li bruciamo per paura che vengano trovati.
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«Penso che ero un pazzo a voler fare le cose a modo mio, a piazzare libri nelle case dei pompieri e poi denunciarli.» «Hai fatto quello che dovevi. Esteso a livello nazionale, il piano avrebbe funzionato magnificamente. Ma il nostro è più semplice e, io credo, migliore. Tutto quello che vogliamo è mantenere intatta e al sicuro la conoscenza di cui avremo bisogno. Non è ancora il momento di incitare all’azione o di far infuriare qualcuno, perché se distruggono noi la conoscenza muore, e forse questa volta per sempre. Siamo cittadini modello, a nostro modo; camminiamo su antiche piste, di notte dormiamo fra le colline, la gente di città ci lascia vivere. Ogni tanto ci fermano e ci perquisiscono, ma non trovano niente con cui incriminarci. L’organizzazione è flessibile, molto semplice e frammentaria. Alcuni di noi si sono fatti fare la plastica facciale e ai polpastrelli. In questo momento dobbiamo assolvere un compito ingrato: aspettare che la guerra cominci e finisca rapidamente. Non è bello ma non dipende da noi. Siamo la minoranza dissenziente che grida nel deserto. Quando sarà finita, forse alcuni di noi potranno rendersi utili al mondo.»
Highlight (yellow) - Location 1847
«Credete davvero che ci ascolteranno?» «Se non ci ascolteranno, dovremo aspettare ancora. Insegneremo i libri ai nostri figli, oralmente, e i figli a loro volta li passeranno ad altri. In questo modo molto sarà perduto, è chiaro. Ma non si può costringere la gente ad ascoltare: devono arrivarci da soli, quando è il momento, e allora domandarsi cosa è successo e perché il mondo è scoppiato sotto i loro piedi. Perché così non può durare.»
Highlight (yellow) - Location 1853
La cosa principale che abbiamo dovuto metterci in testa è che non siamo importanti, non dobbiamo diventare pedanti.
Highlight (blue) - Location 1857
Un giorno, quando la guerra finirà, i libri potranno essere riscritti e quelli che li hanno imparati saranno chiamati a recitare quello che sanno, uno per uno; affideremo tutto alla stampa fino al prossimo Medioevo, quando dovremo rifare ogni cosa daccapo. Ma questa è la meravigliosa qualità dell’uomo: non si scoraggia né si disgusta abbastanza da rinunciare a tentare di nuovo, perché sa molto bene che è importante e ne vale la pena.»
Highlight (blue) - Location 1868
Montag cercò di vedere le facce degli uomini, le facce da vecchi che ricordava intorno al fuoco, stanche e segnate. Vi cercò una luce, una risolutezza, un’aria di sfida al domani che non c’era affatto. Forse si era aspettato di vederli risplendere della conoscenza che portavano in petto, accendersi come lanterne della luminosità interiore, ma la luce che aveva visto prima era quella del fuoco, e quegli uomini non gli erano sembrati diversi da tanti altri che avessero fatto una lunga corsa, terminato una ricerca estenuante, visto le cose più belle distrutte sotto i loro occhi, e che adesso, fattosi tardi, si fossero riuniti per vedere la fine della festa e le lampade spente. Non potevano sapere con certezza che le cose che avevano in testa avrebbero illuminato un’alba più pura; sapevano soltanto che dietro i loro occhi tranquilli i libri erano conservati in ordine, e che aspettavano, con le pagine non ancora tagliate, i clienti che sarebbero venuti in futuro,
Highlight (yellow) - Location 1880
«Mio nonno, che era uno scultore, morì quando ero ragazzo. Era un uomo gentile e amava il mondo: nella nostra città diede una mano a ripulire il ghetto, fabbricò sempre i nostri giocattoli e fece un altro milione di cose. Teneva le mani costantemente occupate. Il giorno in cui morì mi resi conto che non avevo pianto per lui ma per le cose che aveva fatto. Piansi perché non le avrebbe fatte più, perché non avrebbe intagliato un altro pezzo di legno e non ci avrebbe insegnato ad allevare colombe o piccioni nel cortile sul retro, e neppure a suonare il violino; perché non ci avrebbe più raccontato le sue barzellette. Era una parte di noi, e quando se ne andò le sue azioni ci mancarono: un altro non avrebbe potuto farle allo stesso modo. Era un uomo indipendente, un essere importante. La sua morte mi turba tuttora. A volte penso alle sculture meravigliose che non sono state fatte a causa della sua morte. Penso agli scherzi che il mondo si è perso, ai piccioni che le sue mani non hanno potuto toccare. Plasmava il mondo, faceva cose che influivano sugli altri. La notte della sua morte, la terra è stata privata di milioni di buone azioni.»
Highlight (blue) - Location 1891
«Tutti dobbiamo lasciare qualcosa, quando moriamo. Lo diceva mio nonno. Un bambino, un libro, un quadro, una casa, un muro appena costruito o un paio di scarpe fatte con le nostre mani. Magari un orto in cui avevamo seminato. Qualcosa che le tue mani avevano toccato in un certo modo, sicché l’anima abbia un posto dove andare quando muori. E se la gente guarderà quell’albero o il fiore che hai piantato, tu sarai là. Non importa quello che fai, diceva il nonno, purché serva a cambiare qualche cosa, a renderla diversa da come era prima che la trasformassi in una cosa che somiglia a te. La differenza tra un uomo che si limita a tagliare l’erba e un vero giardiniere è nel tocco, mi diceva. Il tagliatore d’erba è anonimo, il giardiniere lascia un’impronta che dura tutta la vita.»
Highlight (yellow) - Location 1897
«Una volta mi fece vedere alcuni filmati sui razzi V- 2, e questo cinquant’anni fa. Hai mai visto il fungo di una bomba atomica da un’altezza di trecentocinquanta chilometri? È una punta di spillo, è niente. Intorno la natura non sembra cambiata. «Il nonno mi fece vedere quel filmato almeno dieci volte, dicendo che la sua speranza era che un giorno le città si aprissero al verde, alla terra e alla natura sempre più, per ricordare alla gente che a tutti è dato un po’ di spazio sulla terra e che viviamo della sua ricchezza, ma che la natura può riprendersi quello che ci ha dato con la facilità di un soffio di vento o un’onda di marea, ricordandoci che non siamo poi così grandi.
Highlight (blue) - Location 1902
Se dimentichiamo che la natura di notte è vicinissima, allora un giorno verrà a prenderci, perché vuol dire che avremo dimenticato quanto è reale e tremenda.
Highlight (yellow) - Location 1905
Riempiti gli occhi di cose meravigliose e vivi come se dovessi morire fra dieci secondi. Vedi il mondo, è più fantastico di qualsiasi sogno fabbricato dall’industria o a pagamento. Non chiedere garanzie, non cercare la sicurezza, un animale del genere non è mai esistito. E se esistesse, sarebbe il parente prossimo del grande bradipo che penzola da un albero a testa in giù, dormendo per tutta la vita. Al diavolo la pigrizia,” aggiunse “scuoti l’albero e fai cadere il grosso bradipo, che si faccia male al sedere!”»
Highlight (yellow) - Location 1937
Ricordo Chicago, la Chicago di molto tempo fa. Mille e io ci siamo incontrati là! Adesso lo so, è stato a Chicago tanto tempo fa.
Highlight (yellow) - Location 1944
un tetto al posto delle fondamenta,
Highlight (blue) - Location 1946
Montag era sempre rannicchiato, gli occhi strizzati e coperti di polvere, uno strato di calcestruzzo umido nella bocca ora chiusa, e piangendo e ansimando pensò di nuovo: Ricordo, ricordo qualcos’altro. Cosa? Una parte dell’Ecclesiaste, una pagina dell’Apocalisse. Ripetila subito, prima di dimenticarla, prima che lo shock la cancelli o il vento muoia. Ecclesiaste, ecco. Disteso sulla terra che tremava recitò molte volte, in silenzio, le parole che vennero spontaneamente, senza sforzo, e non c’era il dentifricio Denham a interromperlo, il predicatore aveva campo libero nella sua mente e lo fissava… «Ecco» disse una voce.
Highlight (yellow) - Location 1950
Gli uomini erano stesi a terra come pesci buttati sull’erba. Si aggrappavano al suolo come bambini che tengano strette le cose familiari, non importa se fredde o morte, non importa quello che è successo o succederà, le dita conficcate nella polvere, con la bocca aperta per urlare e non essere soltanto assordati, e non impazzire di colpo. Montag urlò insieme agli altri, una protesta contro il vento che tagliava le facce e spaccava le labbra, facendo sanguinare il naso.
Highlight (yellow) - Location 1956
cammineremo sulle autostrade e avremo il tempo di assimilare le cose. E un giorno, quando ci saremo abituati da un pezzo, spontaneamente la realtà passerà sotto le nostre mani e attraverso la nostra bocca.
Highlight (yellow) - Location 1958
Molte cose saranno sbagliate, altre le avremo capite. Oggi cominceremo a camminare e vedremo come parla e cammina il mondo, com’è diventato. Voglio vedere tutto, e anche se niente di quello che vedrò sarà parte di me, dopo un po’ si organizzerà e ne farà parte.
Highlight (yellow) - Location 1961
Me ne impadronirò, farò in maniera che non scappi, e un giorno mi stringerò al mondo con tutte le forze. Per adesso lo tengo con un sol dito, ma è l’inizio. Il vento morì.
Highlight (yellow) - Location 1982
teniamo ben presente una cosa: non siamo importanti. Non siamo niente. Un giorno il carico che portiamo potrà essere utile a qualcuno, ma anche quando disponevamo dei libri, molto tempo fa, non sapevamo mettere a frutto quello che ci offrivano. Abbiamo sempre continuato a offendere i morti, a sputare sulle tombe dei poveretti che ci hanno preceduti. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e anni, troveremo molte persone sole. Quando ci chiederanno cosa facciamo, dobbiamo rispondere: Noi ricordiamo. È così che vinceremo, alla fine. E un giorno ricorderemo a tal punto che costruiremo la più grande pala a vapore della storia e scaveremo la fossa più gigantesca di tutti i tempi: là seppelliremo la guerra e la ricopriremo. Adesso muoviamoci, dobbiamo costruire innanzi tutto una quantità di specchi: per un anno non faremo altro, in modo da poterci dare una lunga occhiata.»
Note
Highlight (yellow) - Location 2017
“Who are a little wise, the best fools be.” È l’ultimo verso di The Triple Fool del poeta inglese John Donne (1572- 1631).
Highlight (yellow) - Location 2023
1. È il primo verso di un noto componimento di William Blake, The Tyger (La tigre). In inglese il verso suona: “Tyger! Tyger! Burning Bright / In the forests of the night”. Nella traduzione di Giuseppe Ungaretti è “Tigre! Tigre! Divampante fulgore nelle foreste della notte”.